Finanza & politica
La campagna elettorale rilassa Lady Spread
Lo spread sotto i 300 punti incoraggia Piazza Affari. Si calma ancora l’allarmismo dei mercati rispetto all’Italia e in particolare alla sostenibilità del suo debito pubblico. La Borsa di Milano ieri ha chiuso positivamente la settima seduta consecutiva segnando un più 1,1 per cento. Secondo gli analisti, i corsi borsistici italiani hanno beneficiato dell’allentamento dello spread tra titoli decennali italiani e Bund tedeschi che ha chiuso a 296 punti base, vicino alla cosiddetta “soglia Monti” di 276 punti fissata come obiettivo da raggiungere prima della fine del mandato dallo stesso presidente del Consiglio.
16 AGO 20

Lo spread sotto i 300 punti incoraggia Piazza Affari. Si calma ancora l’allarmismo dei mercati rispetto all’Italia e in particolare alla sostenibilità del suo debito pubblico. La Borsa di Milano ieri ha chiuso positivamente la settima seduta consecutiva segnando un più 1,1 per cento. Secondo gli analisti, i corsi borsistici italiani hanno beneficiato dell’allentamento dello spread tra titoli decennali italiani e Bund tedeschi che ha chiuso a 296 punti base, vicino alla cosiddetta “soglia Monti” di 276 punti fissata come obiettivo da raggiungere prima della fine del mandato dallo stesso presidente del Consiglio. Il rendimento dei titoli di stato decennali è sceso al 4,38 per cento e Piazza Affari è stata la Borsa migliore d’Europa. Positivi pure gli altri listini europei, anche grazie all’indice Ifo che valuta la fiducia nell’economia delle imprese tedesche e che a dicembre è salito più delle attese, a 102,4 punti contro i 101,4 di novembre. Già l’indice Zew che valuta il clima economico in Germania era in miglioramento.
Fitch avverte che il ciclo elettorale in Europa mette a rischio le riforme. L’agenzia di rating ha evidenziato che, considerate le elezioni dell’anno prossimo in Italia e Germania, “è poco probabile” che le riforme principali “vengano affrontate nel prossimo futuro” perché le urne si frappongono a diversi dossier come “la dimensione sociale dell’Unione monetaria, gli accordi con le istituzioni Ue per aumentare competitività e crescita e meccanismi di solidarietà”. “L’Italia – ha aggiunto – è vicina alla sostenibilità del suo debito pubblico”.
Legge di stabilità sotto la neve. Verrà probabilmente approvata entro il 23 dicembre la legge di stabilità (ex Finanziaria), e il governo ha annunciato che metterà la fiducia sul provvedimento. Varata dal Consiglio dei ministri del 9 ottobre, sarà quasi sicuramente l’ultima legge del governo Monti.
Inevitabile l’aumento di capitale di Rcs per il Corriere. Al termine del cda di ieri, la società Rcs ha fatto sapere che il piano “per lo sviluppo” 2013-2015, elaborato dal nuovo ad Pietro Scott Jovane, e il rafforzamento della sua struttura patrimoniale e finanziaria richiederanno, oltre ai programmati risparmi sui costi e alle dismissioni delle attività “non core”, cioè non strutturali, anche l’apporto di significative nuove risorse a titolo di capitale.
Montezemolo esita e alcuni industriali gli preferiscono Giannino e Fermare il declino. Mentre partiti e liste di centro, ieri, erano ancora in attesa di un chiarimento sul futuro politico del premier tecnico Mario Monti, il movimento liberista Fermare il declino (Fid) di Oscar Giannino stava ultimando le sue liste elettorali. Secondo le indiscrezioni raccolte dal Foglio, in Piemonte i capilista al Senato e alla Camera saranno Giuseppe Arena (ex patron di Arenaways che portò i libri in tribunale lamentando le vessazioni del “monopolista” Trenitalia) e Luca Peotta (fondatore di “Imprese che resistono”). In Lombardia dovrebbe scendere in campo Alberto Saravalle, managing partner del noto studio legale Bonelli Erede Pappalardo, e in Liguria l’ex presidente della Confindustria regionale, Luigi Attanasio. In Sicilia, invece, per Fid correrà Gaspare Sturzo, magistrato e pronipote di Luigi Sturzo. Con Giannino candidato forse in tutta Italia – mentre Alessandro De Nicola (Adam Smith Society) e Carlo Stagnaro (Istituto Bruno Leoni) sembrano orientati a non presentarsi – adesso bisogna “soltanto” raccogliere le firme necessarie alla presentazione.
Fitch avverte che il ciclo elettorale in Europa mette a rischio le riforme. L’agenzia di rating ha evidenziato che, considerate le elezioni dell’anno prossimo in Italia e Germania, “è poco probabile” che le riforme principali “vengano affrontate nel prossimo futuro” perché le urne si frappongono a diversi dossier come “la dimensione sociale dell’Unione monetaria, gli accordi con le istituzioni Ue per aumentare competitività e crescita e meccanismi di solidarietà”. “L’Italia – ha aggiunto – è vicina alla sostenibilità del suo debito pubblico”.
Legge di stabilità sotto la neve. Verrà probabilmente approvata entro il 23 dicembre la legge di stabilità (ex Finanziaria), e il governo ha annunciato che metterà la fiducia sul provvedimento. Varata dal Consiglio dei ministri del 9 ottobre, sarà quasi sicuramente l’ultima legge del governo Monti.
Inevitabile l’aumento di capitale di Rcs per il Corriere. Al termine del cda di ieri, la società Rcs ha fatto sapere che il piano “per lo sviluppo” 2013-2015, elaborato dal nuovo ad Pietro Scott Jovane, e il rafforzamento della sua struttura patrimoniale e finanziaria richiederanno, oltre ai programmati risparmi sui costi e alle dismissioni delle attività “non core”, cioè non strutturali, anche l’apporto di significative nuove risorse a titolo di capitale.
Montezemolo esita e alcuni industriali gli preferiscono Giannino e Fermare il declino. Mentre partiti e liste di centro, ieri, erano ancora in attesa di un chiarimento sul futuro politico del premier tecnico Mario Monti, il movimento liberista Fermare il declino (Fid) di Oscar Giannino stava ultimando le sue liste elettorali. Secondo le indiscrezioni raccolte dal Foglio, in Piemonte i capilista al Senato e alla Camera saranno Giuseppe Arena (ex patron di Arenaways che portò i libri in tribunale lamentando le vessazioni del “monopolista” Trenitalia) e Luca Peotta (fondatore di “Imprese che resistono”). In Lombardia dovrebbe scendere in campo Alberto Saravalle, managing partner del noto studio legale Bonelli Erede Pappalardo, e in Liguria l’ex presidente della Confindustria regionale, Luigi Attanasio. In Sicilia, invece, per Fid correrà Gaspare Sturzo, magistrato e pronipote di Luigi Sturzo. Con Giannino candidato forse in tutta Italia – mentre Alessandro De Nicola (Adam Smith Society) e Carlo Stagnaro (Istituto Bruno Leoni) sembrano orientati a non presentarsi – adesso bisogna “soltanto” raccogliere le firme necessarie alla presentazione.
/media/uploads/2011/Schermata%202012-12-19%20a%2020_18_44.tifNel grafico (clicca per ingrandire):